Vago nei campi. In lontananza odo il placido grufolare nella paterna porcilaia. Il cadenzato frinire delle cicale nel bucolico paesaggio circostante dovrebbe essere un balsamo per la mia anima inquieta di giovane artista incompreso. Oh, come vorrei perdermi felice in questo agreste paesaggio!
Ma la mia mente ritorna spietata ai fasti appena vissuti. Tandem. Che meravigliosa esperienza è stata!
Quanti artisti di spessore della nostro buon vecchio Friuli ho potuto conoscere! Una folla di volti si assiepa davanti al mio sguardo sognante… impossibile dimenticarli!
Conserverò nel mio cuore il ricordo del sorriso paterno di Carlo Albedo Tolazzi, prodigo di incoraggiamenti nei miei confronti.
Rimarrà poi scolpita nell’eternità la memoria del radioso sorriso di Tapani Mononen, il cui calore umano ha riscaldato la mia triste vita in questo momento di forte travaglio interiore…
Si, lo so: dovrei adesso per rispetto della Par Condicio elencare tutti gli ospiti di Tandem, tessendo loro le dovute lodi… ma non ce la faccio: l’emozione mi attanaglia, la mia mente si perde in un caleidoscopico labirinto di sensazioni che si rincorrono confondendomi… perdonatemi, amici miei.
Perdonatemi, nobili artisti che tanto a piene mani avete regalato a questo giovane incompreso che arranca nel buio di una vita difficile e avara, coltivando nel suo cuore la speranza di potere un domani rendere reali i propri sogni…
Perdonate queste mie parole maldestre, che sgorgano prorompenti dal mio cuore ferito… ma esse vengono dal vero centro del mio essere, impura traduzione immanente dell’urlo disperato della mia anima che altro non vuole essere se non un profondo ringraziamento per quanto ho ricevuto… grazie ancora di cuore a tutti voi!
Come farò poi senza l’appoggio dell’ineffabile Filolao, per me radioso mentore e impagabile Maestro di Vita?
Mi mancherà poi il dolce solare sorriso che Francesca Lionetti ogni puntata ci regalava dalla regia. Grazie di tutto, Francesca.
Mi mancherà il silente ma operoso appoggio di tutto lo staff di Radio Onde Furlane, a cominciare dal Direttore, Mauro Missana, per non parlare di Paolo Cantarutti, buon vecchio Pauli… ma come avete fatto a sopportare mio padre, il povero bifolco il Cavalier Lisandri Codut?
Ormai mi sentivo di casa a Radio Onde Furlane… una casa sicura, calda, accogliente, dove potere coltivare il mio acerbo genio artistico, fragile germoglio bisognoso di un ambiente favorevole per crescere e diventare solida quercia… altro che la squallida fredda paterna porcilaia dove mi trovo attualmente relegato!
Ma ora è finita. Come riempire il vuoto che si agita dentro di me, che urla disperato di essere riempito? Come potrò dare libero sfogo alla furia creativa che inquieta si agita dentro di me? Dove potrò incontrare artisti di spessore con i quale confrontarmi e dai quali trovare conforto alle mie frustrazioni di giovane artista incompreso destinato da un destino avverso a fare il porcaro ? Quale futuro mi aspetta?
La mie nari sono raggiunte da una odorosa zaffata di letame. Un segnale degli dei primigeni?

